Circa un secolo fa, Einstein arrivò a scoprire che il tempo è un riferimento relativo. Per lui la “relatività” era una questione fisica, fatta di formule che servivano (e servono tutt’ora) a studiare l’universo, ma il tempo può essere relativo anche in un altro senso.
👉La sua percezione infatti, può cambiare da momento a momento e da persona a persona.
Com’è possibile? Proviamo a sperimentarlo!😃
⏲Prendiamo un timer (va benissimo anche quello dello smartphone) e puntiamolo su 1 minuto.
Lasciamo passare il minuto stando in silenzio e al termine annotiamo quanto abbiamo avuto l’impressione che fosse durato✍️.
⏲Poi facciamo ripartire il minuto e contiamo quante volte inspiriamo ed espiriamo🌬.
⏱Come terzo punto riattiviamo il cronometro, senza impostare il timer: dovremo guardarlo solo quando per noi sarà passato un minuto e dovremo segnare quanto tempo sarà trascorso in realtà✍️.
⏲Come quarto punto, facciamo partire nuovamente il timer di un minuto e intanto realizziamo un disegno🎨: ora il minuto è passato più o meno velocemente per noi?
⏱In ultimo, riattiviamo il cronometro, questa volta senza impostare il timer.
Toccherà a noi indovinare nuovamente quando sarà trascorso un minuto.
⚖️Alla fine confrontiamo i risultati di tutti: come cambia la nostra percezione del tempo in base a come lo occupiamo? Ecco misurata la nostra “relatività” 😉
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